L'azienda agricola produce principalmente radicchio trevigiano, di cui abbiamo scoperto il lungo processo di preparazione. Il radicchio si pianta a luglio e si raccoglie per tutto l'inverno.
Una volta raccolto, le radici vengono immerse nell'acqua per 10-15 giorni per togliere il gusto amaro, e solo allora, dopo essere stato pulito dalle foglie più verdi esterne, rimane un piccolo mazzetto di radicchio rosso, tenero e setoso, pronto per la vendita. Ecco perchè ha un costo così elevato (arriva anche a 7 euro al chilo!!) ed è così pregiato.
Noi ovviamente oltre che a prepararlo per l'"ammollo", lo stiamo anche gustando in diversi piatti, primo fra tutti, la "morte sua"... risotto con il radicchio, e poi pasticcio di radicchio, radicchio in insalata e Valeria si è sbizzarrita anche in una pasta al radicchio, cipolla e crema di zucca!
Il nostro wwooferaggio qui è piuttosto culinario. Abbiamo fatto il pane con la pasta madre, rimembrando i tempi in cui anche noi lo facevamo a casa e scoprendo nuove ricette, soprattutto quella del PanFrutto, un pane dolce con zucca, uvetta, frutta secca e altri ingredienti "segreti".
Un altro giorno abbiamo imparato a fare il seitan, quella che alcuni chiamano "carne finta", una lavorazione della farina, che ne elimina gli amidi per estrarne il glutine. In realtà il procedimento è piuttosto lungo, ma semplice. (se vi interessa approfondire leggete il post Come fare il seitan)
Le persone che abitano qui sono molto accoglienti ed ospitali e ci siamo sentiti di contribuire fin da subito a tutta la vita che gira in questo posto. Certo ci sta anche stimolando a molte riflessioni sul grado di condivisione che vorremmo nella nostra comunità e sull'importanza del bellissimo lavoro sulla Comunicazione Empatica che stiamo facendo con il nostro gruppo e che ci sta portando a condividere nel profondo i nostri sogni e le strategie per realizzarli, le nostre fatiche, le paure, i valori che stanno alla base.

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