sabato 14 maggio 2011

Orto sul balcone

E se anche sapessi che domani finisce il mondo. Oggi stesso pianterei il mio alberello di mele.   
Martin Luther King

Nonostante l'imminente partenza continuiamo imperterreriti a curare il nostro piccolo orto sul balcone...ecco qui la nostra creazione.

martedì 10 maggio 2011

Fuga?

Tra le varie reazioni di questi giorni alla notizia del progetto, ce n'è una che mi ha dato da pensare più delle altre. Una persona mi ha chiesto: "perchè fuggite? proprio ora che c'è così tanto da fare, anche a Bergamo, ve ne andate?".
Per me non è una fuga. Ci sono tanti aspetti positivi nel vivere qui, la vicinanza di amici e genitori, un lavoro gratificante, un rete di conoscenze e punti di riferimento, le montagne. Non credo che stiamo fuggendo. Stiamo mettendo un mattone di quel sogno grande che abbiamo di vivere in semplicità, più vicini a quello stato naturale e selvatico che ogni tanto abbiamo respirato stando nei boschi, dormendo tra gli alberi, nel silenzio notturno interrotto solo dalla civetta e dal ghiro. Di adeguarci ai ritmi della natura seguendo quelli delle semine e della raccolta. Di stare più tempo all'aria aperta che tra quattro mura. Di muoverci, usare il corpo per lavorare, sentire la fatica nei muscoli della gambe e delle braccia. E poi di incontrare persone, crescere nella comunicazione empatica, fare esperienza dell'altro, scoprire approcci e stili di vita. Per fare questo abbiamo bisogno di lasciare la città. C'è da fare ovunque, in città, nelle valli, in campagna. E anche in città si possono fare cose bellissime, orti urbani, attività di resistenza, l'associazione di Venezia Spiazzi, che ha organizzato il Dragon Dreaming, è un esempio interessantissimo.
Ma ora è il "richiamo della foresta" a prevalere e non possiamo più ignorarlo.
No, non è una fuga. Si conclude una fase. Quella del sognare e del pianificare. Entriamo nella fase del fare. Abbiamo trent'anni e il futuro è qui. Vogliamo realizzare la nostra visione.

Il momento più eccitante della storia umana

Il Dragon Dreaming è stato a dir poco entusiasmante! John Croft ci ha spiegato che dopo un mese ci si ricorda 1/8 di ciò che si è imparato. Per ridurre la curva della dimenticanza, ci ha suggerito tre strategie:
- associare una cosa di uso quotidiano a ciò che hai imparato (io ho associato le lenti a contatto, così ogni mattina e ogni sera mi viene in mente)
- insegnarlo a nostra volta, soprattutto nei successivi 5 giorni
- prendere appunti...e rileggerli!

Dato che, come spesso accade, Nicola è via per lavoro e non posso tediarlo con la rilettura degli appunti, scriverò qualche post per condividere alcune delle interessantissime cose che ci ha insegnato.

Nei prossimi 20 anni ci saranno così tanti cambiamenti come mai, in nessun periodo di vent'anni della storia umana, ne siano avvenuti.

mercoledì 4 maggio 2011

Giornata intensa

E dopo aver comunicato le dimissioni al lavoro, avvisato il padrone, sentito una coppia interessata alla casa...la coppia in questione è già passata a vedere l'appartamento e pare davvero interessata! Che giornata! Incredibile come certe volte la vita sembri un pachiderma lento e goffo e altre vada spedita come una gazzella in corsa. Oggi quasi non le stiamo dietro.

Segnali

La fortuna di vivere in una frazione di 400 anime è che la voce gira veloce. E oggi ci ha già chiamati una coppia giovane interessata a vedere il nostro appartamento in affitto. Nei prossimi giorni organizziamo una visita e gli proponiamo anche di prendere la nostra cucina, che ha un anno ed è adattata perfettamente alle misure dell'angolo cucina e alla posizione assurda della caldaia.


Dragon dreaming


Venerdì partirò per Venezia per seguire una formazione tenuta da John Croft: il Dragon Dreaming.
Nicola starà a casa con Greta e questo è davvero un bel regalo perchè mi permetterà di seguire il seminario senza distrazioni e concentrarmi come poche volte riesco a fare. Sono curiosa di incontrare John Croft perchè Mattia ne ha parlato in termini davvero entusiastici.


Vi racconterò...
Valeria

10 minuti intensi

Ho appena vissuto 10 minuti di vita intensa: ho comunicato al presidente della bella cooperativa sociale in cui lavoro, la Cooperativa Ruah, che darò le dimissioni a breve e che mi dimetterò anche da socia per realizzare il progetto di Ridiventare Grandi. La sua reazione è stata a dir poco meravigliosa, un sorriso sincero lo ha illuminato, gli occhi hanno brillato e mi ha detto: "Mi dispiace che te vai - scommetto che i maligni avevano già pensato ad un sorriso di liberazione...da me! - però sono contento perchè state facendo una scelta che va nella stessa direzione della cooperativa, c'è un comunione di intenti, e poi state sicuramente andando a migliorare la vostra qualità di vita e non posso che condividere!".

Poi ha aggiunto una cosa molto vera, che nei prossimi giorni vedremo le persone dividersi in due "categorie": quelle che ci diranno che siamo matti e incoscenti e quelle che ci sosterranno e capiranno...in effetti abbiamo già cominciato a sperimentare entrambe le categorie...sono curiosa di vedere le prossime reazioni.

Sono stati 10 minuti rubati alle sue giornate di fuoco per l'accoglienza di tunisini che arrivano da Lampedusa...eppure ha ascoltato, ha capito, ha sostenuto e mi ha commosso! Grazie. Grazie davvero. Questa è una delle poche cose che mi dispiace davvero lasciare, chissenefrega del tempo indeterminato, ma i colleghi e il lavoro della Ruah sono un pezzo di vita importante, che custodirò nei ricordi. E anche di presidenti così ce ne sono pochi, la stima già c'era, ma dopo oggi è cresciuta ancora.

Ma ora bisogna pensare alla sostituzione. Nei prossimi giorni mi affiancheranno qualcuno che scriverà progetti al posto mio...chissà chi sarà?

Il cambiamento è in atto.

 Valeria